lunedì 20 maggio 2013

JULIETTE BINOCHE in CAMILLE CLAUDEL 1915


Orizzonti di Gloria prosegue la sua marcia, con una media di due articoli nuovi ogni giorno, numerose sezioni in continuo aggiornamento, e dodici collaboratori accaniti e instancabili a caccia di cinema di qualità.

Tra i vari articoli che ho scritto di mia mano in queste prime settimane di vita del sito, mi piace segnalare Camille Claudel 1915, elegiaco film di Bruno Dumont passato in concorso quest'anno a Berlino e per ora inedito in Italia. Un lavoro sacrale, notevolissimo, incentrato sul corpo e sull'anima di una straordinaria, meravigliosa Juliette Binoche. 

Ecco l'incipit della recensione. 

Un istante. Un secondo racchiuso nel dolore dell'eternità. Un attimo di attesa e speranza, entro il quale convogliare il sogno di una libertà ormai negata. Lo sguardo oltre le mura, oltre la siepe, verso un orizzonte di felicità rannuvolato tra le traiettorie oscure di un presente senza più luce. Una risata profumata di pianto, tra le coltri avvizzite di una vita che tale non è più.
Nata nel 1864, sorella maggiore del grande scrittore Paul, Camille Claudel fu una scultrice di grande successo. La sua giovinezza venne ferita dalla lunga e burrascosa relazione con Jean Rodin: i due lavorarono insieme e si amarono molto, ma l'uomo non volle mai sposarla, non trovando il coraggio di abbandonare la sua compagna ufficiale. A un certo punto la lasciò. Da quel momento Camille, straziata dalla sofferenza, iniziò a mostrare segni di squilibrio mentale. Anni dopo, il fratello e la madre la fecero rinchiudere in una casa di cura dove rimase per il resto dei suoi giorni, per volere della stessa famiglia, nonostante il parere contrario dei medici.
Bruno Dumont, uno degli autori più talentuosi e controversi del cinema francese contemporaneo, il regista di L'età inquieta e Hors Satan, ha scelto di riportare sul grande schermo la storia di Camille...

Il resto dell'articolo lo potete leggere a questo link, ovviamente su Orizzonti di Gloria.

1 commento:

visionesospesa ha detto...

Dumont mi ha stregato con Hors Satan, il film che me l'ha fatto conoscere. Successivamente ho recuperato tutta la sua filmografia ed è entrato di diritto nell'olimpo dei miei registi preferiti, dunque Camile Claudel 1915, è per me uno dei titoli più attesi in assoluto.
Hai un blog molto interessante, mi aggiungo al seguito, ciao!