domenica 25 novembre 2012

TORINO FILM FESTIVAL 30 - Orrori a profusione

A meno di 48 ore dall'avvio, il Torino Film Festival è già entrato a pieno regime, con un'infinita serie di proiezioni che si susseguono dal mattino fino a tarda sera senza alcuna possibilità di sosta. Il week-end è caratterizzato dall'ampio numero di pellicole thriller e horror in programma, non a caso inserite dall'organizzazione nel fine settimana, con la certezza di attirare nelle sale un folto pubblico. Così è infatti, anche se, con qualche eccezione, il livello qualitativo risulta per il momento piuttoto deludente, soprattutto in rapporto a una lunga serie di buone occasioni in parte o totalmente mancate.


Innanzitutto Compliance, di Craig Zobel. Ispirato a una storia vera, il film racconta la terribile disavventura della cameriera di un fast food, accusata di aver rubato dei soldi a una cliente. Al telefono, uno squilibrato finge di essere un poliziotto, e parlando con la direttrice del locale, la obbliga a spogliare, perquisire e mantenere sotto controllo la ragazza; la presunta colpevole sarà costretta a subire una lunga serie di tremende umiliazioni. 
Con un soggetto così, le potenzialità erano alte, a patto che ci fosse stato il coraggio di mostrare gli eventi senza pudore, dipingendo l'orrore nei suoi colori più neri. Gli sceneggiatori invece percorrono la strada opposta: si mantengono cauti, non rischiano, si accucciano in un finto pudore, e lasciano totalmente fuori campo i momenti più crudi della vicenda. Ne esce fuori un film pretenzioso, e molto meno disturbante di quanto sarebbe potuto essere se soltanto si fosse osato un po' di più.

Si continua con Shopping Tour, horror russo girato con un budget bassissimo, nel quale una madre e il figlio adolescente, in viaggio in Finlandia, finiscono tra le fauci di un gruppo di cannibali. L'intento del regista era riuscire a girare un film di genere in un paese in cui i vincoli sono ancora troppi; per il resto, lui stesso ammette che il suo lavoro è "puro divertimento". Giusto così. Il film risulta infatti umile, semplice, spassoso, e nella sua artigianale essenzialità riesce a farsi apprezzare.


Molto meno modesto invece V/H/S, horror collettivo volto a omaggiare gli anni Novanta, in cui un gruppo di delinquenti visiona una serie di videocassette amatoriali nelle quali sono racchiuse diverse storie intrise di sangue e dolore. Si ha davvero la sensazione di guardare una vecchia videocassetta rovinata da mille utilizzi: qualità video insufficiente, tagli, buchi, immagini che saltano e traballano. Idea nostalgica e interessante, se non fosse che tutti gli episodi sono girati con la telecamera a mano, per un totale di 120 minuti di "effetto mal di mare", alla lunga davvero estenuante. Alla (non) riuscita complessiva contribuiscono poi alcuni subplot zeppi di sciocchezze e idee derivative e raffazzonate. L'episodio diretto da Ti West, Second Honeymoon, risulta comunque il migliore. O forse il meno peggio.


Infine, una nefandezza indifendibile, Tower Block, thriller americano nel quale un misterioso cecchino tiene sotto scacco gli inquilini dell'ultimo piano di un palazzone ormai prossimo alla demolizione, uccidendoli uno a uno. Anche in questo caso, c'era materia per poter dare sfogo a un'opera intensa e apprezzabile; peccato che dopo neanche venti minuti il film si sfaldi inesorabilmente, crollando come un castello di carte. Tensione prossima allo zero, situazioni forzate e in qualche caso ridicole, personaggi privi di ogni spessore, dialoghi imbarazzanti, sottotesto politico/sociale accennato e poi abbandonato, scenette comiche totalmente fuori contesto inserite con il palese scopo di far ridere il pubblico, colpo di scena (?) finale appiccicato alla meno peggio. Un disastro. 
Viene da chiedersi come sia possibile che alcuni "rinomati" selezionatori del festival si siano potuti entusiasmare per una tale porcheria.

2 commenti:

la gatta ghost ha detto...

Da come parli di Tower Block, mi torna alla mente Rampage. Film folle e disturbante. Una vera strage... in tutti i sensi!

Alessio Gradogna ha detto...

Questo è molto peggio, soprattutto a causa di una scrittura pessima che affossa tutte le ptenzialità della pellicola.