lunedì 19 novembre 2012

TORINO FILM FESTIVAL 2012 - Dieci film da non perdere


Alla fine ce l'hanno fatta anche quest'anno. Nonostante le spiacevoli ingerenze altrui (ne parlammo in questo articolo), Gianni Amelio e i suoi selezionatori sono riusciti a mettere in piedi un programma come sempre enorme, infinito, ricco di spunti e suggestioni. 

Puntando sulla qualità, senza troppi fronzoli, con pochi lustrini e tanta sostanza, l'imminente Torino Film Festival scende in campo con circa 230 film, divisi tra concorso ufficiale, sezioni collaterali e retrospettive. Un marasma d'irresistibile fascino, solido e vorace, per festeggiare al meglio il traguardo dell'edizione numero trenta.

Se proprio si vuole trovare un piccolo difetto, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, lo si può scovare nell'assenza di film francesi in concorso, e in generale nella limitata presenza del cinema transalpino, perlomeno in rapporto alle annate più recenti. Ma sono davvero soltanto particolari, perché anche nel 2012, dal 23 novembre al 2 dicembre, Torino si tramuterà nella vera capitale del cinema, scatenando una Festa (termine non casuale) senza confini, nella quale sarà possibile soddisfare ogni esigenza di passione e ricerca, setacciando le undici sale coinvolte a caccia di conferme, sorprese, capolavori, emozioni; un pasto succoso e accecante.

E allora, come già avevamo fatto lo scorso anno, abbiamo scelto dieci titoli che vogliamo provare a consigliarvi: un piccolo e azzardato vademecum, con cui muoversi all'interno del labirinto.


THE LORDS OF SALEM, di Rob Zombie = Senza ombra di dubbio l'evento numero uno di questa edizione. Un colpo clamoroso, che al momento dell'annuncio ha scatenato l'entusiasmo di tutti i cultori dell'horror. Sarà un onore poter assistere, tra l'altro in una delle prime proiezioni a livello mondiale, al nuovo e attesissimo lavoro del più grande talento espresso dal cinema di genere negli ultimi lustri. Non sappiamo se il risultato sarà pari alle aspettative, ma intanto stiamo contando i giorni che mancano.

THE ANGELS' SHARE, di Ken Loach = In anteprima italiana l'ultima opera del maestro britannico, già premiata al Festival di Cannes. Loach sarà anche presente a Torino, per ritirare un riconoscimento alla carriera. Una grande occasione per applaudire un autore unico e intoccabile. (Modifica: a poche ore dall'inizio del festival il film è stato tolto dalla programmazione; Loach ha infatti rifiutato il premio, con un gesto di solidarietà verso alcuni lavoratori del Museo del Cinema che hanno da poco perso il posto. Un vero peccato, ma il massimo rispetto a Loach per la sua coerenza di uomo e artista.)

HOLY MOTORS, di Leos Carax = Altra anteprima nazionale per un lavoro apprezzatissimo da pubblico e critica a Cannes, e qui per ora privo di distribuzione, tanto per non perdere mai le squallide abitudini nostrane. Uno scatenato inno al cinema, alla creatività, alla fantasia, piazzato subito a inizio festival, per cominciare in bellezza. Imperdibile.

THE LAND OF HOPE, di Sion Sono = Dopo la splendida retrospettiva a lui dedicata nella scorsa edizione, il geniale autore nipponico torna sotto la Mole con un film sulla carta lontano dai suoi standard: sofferto, intimista, girato in stile quasi documentaristico. La curiosità è comunque altissima.

ANNA KARENINA, di Joe Wright = L'eterea Keira Knightley in un adattamento di Tolstoj girato come il Moulin Rouge di Baz Lurhmann. Insensata follia o sontuoso capolavoro? Tra pochi giorni la sentenza.

LE FILS DE L'AUTRE, di Lorraine Levy = Due ragazzi, due famiglie, due vite; dramma socio-culturale interpretato dall'immarcescibile Emmanuelle Devos, assoluta garanzia di estrema qualità.

K-11, di Jules Stewart = La madre della protagonista di Twilight (!!) esordisce con uno scorrettissimo film carcerario dominato da trans, pedofili, fetish e sadismo. Trash senza ritegno. Le anime pie stiano alla larga, gli altri possono tentare l'azzardo. Con cautela.

SHOPPING TOUR, di Mikhail Brashinsky = Una comitiva russa assalita da un branco di cannibali in un supermercato finlandese. Divertimento horror allo stato puro o castroneria galattica? Stesso consiglio di cui sopra.

VIAGGIO IN ITALIA, di Roberto Rossellini = I festival sono esperienze meravigliose anche perché danno la possibilità di rivedere su grande schermo capolavori sublimi e immortali, come nel caso del meraviglioso cantico rosselliniano, che sarà riproposto in una versione restaurata. Perderlo sarebbe un delitto.

WRONG, di Quentin Dupieux = Il folle franco-canadese, già autore dell'incredibile Rubber, torna con un lavoro a quanto pare ancora più grottesco e delirante del precedente. Cinema dell'assurdo spinto oltre al parossismo. Meglio che farsi un acido. Siete avvisati.


Anna Karenina film

Dieci titoli, selezionati con grande fatica, perché in realtà c'è di più, molto di più. Potremmo citare anche V/H/S, discusso horror a episodi, 11/25 The Day Mishima Chose His Own Fate, penultimo lavoro dell'appena scomparso Koji Wakamatsu, o ancora Maniac, morboso e chiacchieratissimo remake del capolavoro di Lustig, Les Gouffres, con l'immancabile Mathieu Amalric nelle vesti di un geologo, il lancinante Abigail Harm, con due colossi come Amanda Plummer e Burt Young, Christmas with the Dead, tratto e prodotto da Joe Lansdale, il circense e felliniano L'étoile du jour, con Beatrice Dalle. 
Senza dimenticare le retrospettive integrali dedicate a Joseph Losey e Miguel Gomes, e senza ovviamente trascurare il concorso ufficiale, fucina di giovani talenti e imponenti rivelazioni. Insomma, sarà il solito magnifico massacro.

Ce l'hanno fatta, anche questa volta. 

Appuntamento qui su Cinemystic, da sabato 24 in poi, per il diario da Torino, in tempo reale, con recensioni e aggiornamenti per tutta la durata del festival.

2 commenti:

Luca ha detto...

Mi piacerebbe un sacco venire a questo festival! Purtroppo sono in Italia appositamente per degli esami medici e non potrei partire per Torino prima di sabato mattina, per poi dovermi trovare a casa entro lunedì sera... Eugh >.<"

Alessio Gradogna ha detto...

Peccato davvero. Il Torino Film Festival è sempre un'esperienza unica, sia che lo si viva nella sua integrità, sia che lo si respiri anche solo per un paio di giorni.