lunedì 5 novembre 2012

FEMALE VAMPIRE - Sesso, orrore e malinconia

Esterno notte. Siamo nel bosco, circondati dalla nebbia. Una splendida donna, con lunghi capelli corvini, compare nel nostro campo visivo, e avanza verso la macchina da presa. Ha uno sguardo deciso, ipnotico, inquietante. Davanti è completamente nuda, e ha un mantello nero sulle spalle. In sottofondo soavi  e malinconiche note di pianoforte accompagnano il momento. L'inquadratura poco alla volta le si avvicina, sempre di più, sino a esplorarne in dettaglio il viso, il corpo, il seno, per poi letteralmente entrare nel suo sesso, nel triangolo nero della più profonda intimità.


Alle volte non è necessario parlare di un intero film. Basta anche soltanto una parte, un frammento. Come in questo caso. Quello che abbiamo appena descritto è l'incipit di Female Vampire (1973), e costituisce in assoluto una scene più belle nella storia del cinema porno-horror-soft. Un capolavoro. L'attrice è la magnifica Lina Romay, purtroppo scomparsa pochi mesi fa, e la firma è del maestro Jesus Franco, qui alle prese con una delle più significative esplicitazioni della sua poetica, abile a fondere i topoi dell'orrore con le suggestioni melliflue dell'erotismo più morboso e ammaliante.


Il film, nel quale la Romay, al tempo anche compagna del regista, esibisce in mille modi tutta la sua vorace sensualità, è reperibile anche in italiano, con il devastante titolo Un caldo corpo di femmina. Da cercare, vedere e rivedere, rigorosamente nella versione uncut, magari accompagnandolo con altri lavori seminali di Franco, ad esempio Vampyros Lesbos, She Killed in Ecstasy (entrambi con la meravigliosa Soledad Miranda) e Justine (con una giovane e impensabile Romina Power).


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