domenica 27 maggio 2012

FESTIVAL CANNES 2012, I PREMI - Vince Amour di Haneke

Alla fine, il pronostico è stato rispettato: Amour di Michael Haneke, struggente dramma sulla terza età, ha vinto la Palma d'Oro nell'edizione numero 65 del Festival di Cannes. E' il secondo trionfo per l'autore austriaco tre anni dopo Il nastro bianco. Un verdetto che fin dall'inizio della manifestazione si dava per possibile, perfino probabile, tanto che il film era al primo posto nelle quote delle agenzie di scommesse. 
Standing ovation della platea al momento dell'annuncio, a confermare un successo che mette d'accordo quasi tutti, e un tonificante schiaffo in faccia a quelle (poche) riviste "importanti" (?) che da sempre stroncano a priori qualsiasi lavoro di Haneke, solo per antipatia personale nei confronti dell'autore austriaco e per immutabili (e ridicole) politiche redazionali. Ben vi sta.

Alcune sorprese invece per quanto concerne gli altri verdetti della giuria capitanata da Nanni Moretti, risultati giunti non all'unanimità e con qualche probabile discussione interna: premio come miglior attore a Mads Mikkelsen per il danese The Hunt, e doppio premio come migliori attrici per le giovani Cosmina Stratan e Cristina Flutur, protagoniste di Beyond the Hills, di Christian Mungiu. Il regista rumeno, già vincitore a Cannes qualche anno fa per l'ottimo 4 mesi 3 settimane e 2 giorni, ha ricevuto anche il premio per la sceneggiatura. Il riconoscimento per la regia è andato all'amato/odiato Carlos Reygadas e al suo Post Tenebras Lux, il Grand Prix è finito per la seconda volta nelle mani di Matteo Garrone per Reality (lo aveva già vinto con Gomorra), e il Premio Speciale della Giuria è andato all'eterno Ken Loach per The Angels' Share
A secco Cronenberg, Resnais, Carax, e purtroppo anche Jacques Audiard, con il suo De rouille et d'os. La Francia, comunque, non esce di certo sconfitta, considerando che Amour è una coproduzione transalpina, e che la vittoria è anche (e soprattutto?) merito delle interpretazioni della splendida coppia formata da Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant, senza dimenticare l'intoccabile Isabelle Huppert. Proprio Trintignant, "grande vecchio" del cinema francese, ha chiuso in bellezza la cerimonia, recitando due brevi versi di Prévert. 


La serata era stata aperta da una Montée des marches vissuta soprattutto nel ricordo di Claude Miller, con sfilata di Audrey Tautou, Gilles Lellouche e Anais Demoustier (quest'ultima una bellezza folgorante), protagonisti del suo ultimo film, Thérèse Desqueyroux
Così, tra ricordi e malinconie, applausi e delusioni, si spengono le luci sull'edizione 2012 del Festival di Cannes. Nel nome dell'amore.

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