sabato 28 aprile 2012

OTTO ORE, CRONISTORIA DI UN INCIDENTE


 SUGGESTIONI LETTERARIE

FRANCESCO SCARDONE - OTTO ORE, CRONISTORIA DI UN INCIDENTE


Non è la prima volta che qui su Cinemystic parliamo di Francesco Scardone, giovane scrittore (classe 1989) di cui alcuni mesi fa abbiamo recensito il notevole Anime Tagliate; un romanzo estremo, coraggioso e brillante, parto di un autore dotato indubbiamente di talento e voglia di stupire.
Oggi torniamo a occuparci di Scardone per parlare del suo nuovo lavoro, un racconto breve intitolato Otto ore, cronistoria di un incidente, pubblicato in ebook da Graphe Edizioni. Due protagonisti, un uomo e una donna, una vittima e un'assassina, ex compagni nella vita e ora vicini e lontani nei lidi delle rispettive sofferenze: lui è imprigionato all'interno di una Fiat Panda, lei narra in prima persona gli eventi che hanno portato a questa situazione, intervallando alcuni flashback del passato e la soffocante cronaca di un'imminente morte “in diretta”.
Ancora una volta lo scrittore nato a Torre Annunziata mette in gioco temi a lui cari: la rappresentazione quasi cinematografica di una violenza senza compromessi, l'acre sapore della vendetta, il volto putrefatto dela disperazione umana, l'egoismo di una società in cui la vanagloria uccide ogni forma di reciproco aiuto. Rispetto al romanzo uscito lo scorso anno, i toni sono questa volta un po' meno radicali, anche se lo stile continua a essere forte, diretto, libero da qualsiasi fiacca deriva consolatoria. Otto ore parla di distrazioni fatali, famiglie distrutte, codardia e stupidità, arroganza e inciviltà, rivincite covate a lungo e finalmente esplose nella loro definitiva ineluttabilità. Lo fa con decisione, in un coacervo di lacrime e dolore che davvero lascia poco spazio a ogni eventuale luce. Perché la vendetta è come un orgasmo passeggero, che esplode e poi svanisce, lasciandoti un vuoto ancora più enorme.
Nonostante l'età, Scardone conferma di possedere già una certa maturità, oltre a ottime doti: certo, la scrittura è ancora un pochino grezza, c'è qualche pleonasmo e qualche frase balbettante, ma i contenuti delle sue opere hanno il pregio di colpirci al ventre, come lame acuminate, fredde come il ghiaccio e insieme calde come il sangue che cola dal nostro squallido tempo.

Nessun commento: