lunedì 2 aprile 2012

INHUMANE RESOURCES

Il sottoscritto segue da sempre, con interesse e costanza, la carriera del bravo regista veneto Michele Pastrello; lo accompagna sin da quando, nel 2006, presente in giuria, lo premiò per il suo corto d'esordio Nella Mia Mente, vincitore del PesarHorrorFest.
Da quel momento Pastrello ha proseguito e raffinato uno stile originale e assai brillante, nel quale la rivisitazione dei generi si accompagna a immancabili e acute riflessioni dedicate alle tremende storture della società contemporanea. Ne sono stati esempi lodevoli il doloroso 32, incentrato sullo stupro compiuto ai danni della Madre Terra, e lo straniante Ultracorpo, coraggioso tentativo di studiare l'omosessualità alla luce delle ingiustizie razziali ancora non del tutto sopite oltre le soglie del terzo millennio. Un film, quest'ultimo, che ha provocato reazioni contrastanti, con critiche talvolta veementi, assurde accuse di omofobia, e rifiuti da parte di alcuni festival (tra cui il GLBT di Torino) evidentemente poco inclini ad azzardare un passo più in là rispetto alle normali e rassicuranti traiettorie delle loro selezioni.
Proprio come forma di protesta nei confronti delle negazioni subite, Pastrello questa volta ha deciso di scartare il tortuoso percorso festivaliero, immettendo il suo nuovo cortometraggio direttamente online, con libera fruizione da parte di chiunque. Una scelta non comune e senza dubbio apprezzabile.
Il lavoro in questione si intitola Inhumane Resources, e pur seguendo coordinate assai diverse rispetto alle opere precedenti, non manca di una (ennesima) lucida lettura volta a mostrare il gorgo infernale in cui è ormai precipitata la situazione sociale ed economica di questo paese in rovina.
In una periferia asettica e squallida, dominata da fabbriche abbandonate, due uomini e due ragazze si sfidano a mani nude, in un gioco al massacro fatto di lotte, inseguimenti, fughe e violenza, nel tentativo di sopravanzarsi l'un l'altro ed eliminarsi a vicenda. Tutti e quattro indossano una camicia bianca e una cravatta nera, diventando parti uguali e contrarie di un un unico deprimente meccanismo di morte. Chi sopravviverà potrà ottenere un premio fondamentale per il presente e per il futuro.



In Inhumane Resources Pastrello abbandona (in via temporanea?) i lidi del thriller/horror, concentrandosi invece su una messinscena puramente action, grintosa e adrenalinica, nella quale il ritmo sostenuto cancella gli eventuali dubbi legati alla ripetitività degli eventi. Grazie a una regia abilissima, a efficaci musiche quasi carpenteriane composte dallo stesso regista, e a una fotografia ricca di sfumature, l'autore costruisce una sua personalissima Battle Royale: una sfida senza esclusione di colpi, tutti contro tutti, senza amicizie né connivenze.
Mentre però il capolavoro di Kinji Fukasaku estremizzava il contesto sino a fondersi con elementi grotteschi e surreali, il film di Pastrello rimane il più possibile realista e concreto, perseguendo un disegno tematico che trova il suo ovvio compimento in un finale non eclatante ma corretto ed efficace. Così, con il sangue rappreso sulle camicie e sulle mani dei suoi attori, tra i quali si segnalano le brave MariaSole Michielin e Michela Virago, il film racchiude la malinconia esistenziale di un mondo crudele dove la competizione feroce uccide, idealmente e non solo, ogni forma di reciproco rispetto, annebbiando ogni residuo di umana dignità.
L'unico obiettivo è vincere, contro gli altri ma soprattutto contro se stessi, come recita la citazione orwelliana posta in apertura. Vincere per un domani sporco di lacrime, sui cadaveri di una società polverizzata dall'ambizione.



Il film è visibile in HD a questo link. Potete anche visitare il sito ufficiale.

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