sabato 4 febbraio 2012

KILL LIST- Recensione

In questi ultimi mesi si sta facendo un gran parlare di Kill List, gangster-horror inglese diretto da Ben Wheatley, transitato con discreto successo in alcuni festival di genere per poi imporsi all'apprezzamento generale, soprattutto grazie al passaparola tra gli appassionati internauti.
Ci troviamo di fronte a un'opera senza dubbio coraggiosa, che provoca consapevolmente lo spettatore riuscendo a rifilare qualche gancio nello stomaco. Va anche detto, però, che a visione ultimata restano aperte alcune perplessità.


Jay, ex soldato ora riciclato in veste di killer su commissione, affronta un duro momento, tra problemi economici e continue e violente discussioni con la propria compagna. Per provare a rimettersi un po' in carreggiata, accetta la proposta dell'amico Gal: un lavoretto all'apparenza semplice e non pericoloso, ma con un'ottima paga. Le conseguenze, per i due, saranno nefaste.

Duro e privo di compromessi, Kill List ha un pregio indiscutibile: la qualità della narrazione, soprattutto nella prima parte del racconto. Wheatley è molto bravo a farci penetrare le instabili psicologie dei protagonisti, trasportandoci in una camera di compressione mentale nella quale ogni certezza vacilla, sino a sfiorare la definitiva implosione. I coloriti duelli dialogici tra Jay e la bella Shel, il volto rassegnato del loro bimbo, le tristi consapevolezze di Gal, l'alone oscuro che accompagna i due amici durante la sanguinaria missione omicida, l'ineluttabile odore d'imminente tragedia che filtra attraverso le prospettive della messinscena, la violenza penitente di alcune sequenze; tasselli montati con notevole abilità, utili a spingere lo spettatore in un baratro mesto e angosciante, dominato da un'inquietudine strisciante che lascia ben poco spazio a eventuali luci di conforto.


La struttura, solida e apprezzabile, si sfalda nell'ultima parte del film, quando la sceneggiatura devia verso territori difficilmente prevedibili, immergendo i personaggi in un incubo più nero della notte stessa. Senza voler descrivere i particolari, per rispetto di chi ancora deve visionare il film, va detto che l'architettura orgiastico-rituale nella quale scivola il racconto è stata ormai abusata e riciclata in ogni modo possibile, attraverso un lungo percorso che parte dall'ineguagliabile capolavoro polanskiano Rosemary's Baby per giungere a recenti nefandezze come l'inguardabile The Last Exorcism.
Se dunque l'abilità registica di Wheatley non si perde per strada, azzeccando una bella scena d'inseguimento tra stretti cunicoli bui, il colpo di scena che sublima il delirio finale appare inflazionato e vagamente ricattatorio, arrivando perfino a sfiorare il trauma etico del famigerato A Serbian Film (dove peraltro il colpo emotivo era ben più forte, pur nella mediocrità dell'insieme).


A conti fatti, Kill List è un prodotto di apprezzabile qualità, per almeno un'ora, con alcune scelte conclusive non felicissime. In ogni caso l'horror inglese conferma di essere, da alcuni anni, in ottima forma: per chi ancora non li avesse visti, il consiglio è di recuperare subito il magnifico The Children, e i notevoli Mum & Dad e Eden Lake.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Però c'è da dire che è estremamente coinvolgente e, come ben dici, narrato magistralmente.

Ale55andra

Alessio Gradogna ha detto...

Vero, in questo senso è un film senza dubbio apprezzabile.