lunedì 14 novembre 2011

UN SALUTO A DAVID HESS

UN SALUTO A DAVID HESS
Postato alle ottobre 10, 2011 12:03 di lunedì, 10 ottobre 2011
da: [cinemystic]david hess

Ecco uno di quei post di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Ma la vita, si sa, è spesso crudele, e non concede sconti.

Meno di un anno fa ero seduto in platea, al Ravenna Nightmare Film Festival, ridendo di gusto mentre lo vedevo gigioneggiare sullo schermo nel divertente slasher indie Smash Cut. Pochi mesi fa, invece, ero davanti a questo stesso computer, a scrivere un articolo biografico su di lui, pubblicato sulla rivista web Horror Dream Magazine. Oggi sono qui, di nuovo, a parlare di David Hess, ma con un tono assai differente: inaspettatamente, infatti, poche ore fa, David se n'è andato, all'età di 69 anni.

Hess è stato uno di quei personaggi capaci di entrare senza sforzo nell'immaginario collettivo degli appassionati, rimanendoci poi ben piantato nei lustri a venire. I più lo ricordano per la sua luciferina interpretazione in L'ultima casa a sinistra di Wes Craven, e per apparizioni in altri prodotti di genere come Autostop Rosso Sangue di Festa Campanile, e il dittico La casa sperduta nel parco (di cui a breve avrebbe dovuto girare un sequel) e Camping del terrore, entrambi di Deodato.
Non tutti sanno che Hess è stato però un artista poliedrico, capace di costruirsi diverse carriere parallele, con particolare successo in ambito musicale: è stato proprio lui a scrivere
canzoni di enorme impatto mediatico come Speedy Gonzalez, poi cantata da Pat Boone, per non parlare di alcuni brani composti per Elvis Presley, dell'opera The Naked Carmen, premiata ai Grammy Awards, e di valide colonne sonore (Cabin Fever di Eli Roth).


In ambito cinematografico, Hess ha giocato a lungo con il cinema di genere: l'ha scoperto quasi per caso, l'ha corteggiato e spremuto, se ne è allontanato e poi è tornato a casa, accompagnato da quei riccioli neri e da quel volto sardonico che tutti noi conoscevamo e di tanto in tanto ritrovavamo con piacere, come capita con i vecchi amici.

In fondo David Hess era proprio questo: un'icona, un uomo che amava il suo lavoro, ma anche un amico di lunga data, la cui perdita ci addolora molto.

In Smash Cut l'abbiamo visto recitare quasi se stesso, sbeffeggiando al contempo quello stesso cinema horror che (insieme alla musica) gli ha dato la giusta notorietà. Senza saperlo, questo ruolo dirompente è stato il suo testamento artistico. Un'uscita di scena corrosiva, scatenata, meritevole di un ultimo e sincero applauso.

Ciao David.


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