martedì 22 novembre 2011

TORINO FILM FESTIVAL 29: Dieci film da non perdere


Al via venerdi l'edizione numero 29 del Torino Film Festival. La manifestazione proseguirà fino al 3 dicembre, per nove giorni di straordinaria e bulimica maratona cinefila. Come sempre. Anche quest'anno, se mai ce ne fosse stato bisogno, il TFF si conferma come il miglior festival italico, grazie a un programma meraviglioso e "impossibile", vista l'enorme quantità (e qualità) di pellicole interessanti. A Torino, come di consueto, non ci saranno né i tappeti rossi, né il glamour fine a se stesso; a differenza dell'inutile e dannosa "festa" (??) romana, sotto la Mole ci si immergerà solo e soltanto nella vera e reale magia del cinema. Ognuno potrà costruire i propri percorsi tematici, e scivolare con dolcezza nella lucida follia proposta dal concorso, dalle retrospettive e dalle sezioni collaterali. Un marasma d'infinito fascino.

Ecco quindi, a poche ore dall'inizio, dopo aver studiato a fondo l'astronomico programma, un parziale elenco in ordine sparso di pellicole a mio parere "imperdibili", almeno sulla carta.

1) Noriko's Dinner Table (di Sion Sono) = Titolo scelto per rappresentare la retrospettiva quasi integrale (manca purtroppo il doc sul black metal Lords of Chaos) dedicata a Sion Sono, uno dei registi più brillanti, fantasiosi, controversi ed estremi dell'intero panorama mondiale. Un'idea micidiale, in senso positivo, quella di dedicare all'autore nipponico un evento di tale portata. Una ventina di film in cartellone, per (ri)scoprire un regista dotato di enorme fascino visivo, e capace di raccontare storie devastanti con uno stile unico. Noriko è una sorta di sequel dello splendido Suicide Club, due ore e mezza di radicale cinema immorale, in cui piombare tra le viscere dell'Arte come strumento di destrutturazione culturale. Un'occasione unica.2) L'illusion comique (di Mathieu Amalric) = Un anno dopo il bellissimo Tournée Amalric, ormai vero e proprio simbolo del cinema francese contemporaneo, con risultati brillantissimi sia come attore sia come regista, torna al TFF con una surreale narrazione tratta da una pièce di Corneille. Sperimentazione e talento.3) Into the Abyss (di Werner Herzog) = Herzog è uno dei pochissimi autori davvero indispensabili del cinema mondiale. Non lo scopriamo certo oggi. Al TFF propone un devastante documentario incentrato su Michael Perry, condannato a morte in attesa dell'esecuzione. Il maestro, di sicuro, come solo lui sa fare, riuscirà per l'ennesima volta a scavare sotto la superficie dell'animo umano, per aprire ferite mai più rimarginabili.4) La guerre est declarée (di Valerie Donzelli) = Il film che a sorpresa la Francia ha candidato ai prossimi premi Oscar. Un dramma familiare atipico, tragico ma anche colorato e capace di ironia e speranza. Ne ho parlato diffusamente qui. Impossibile mancare.5) Les Bien-Aimés (di Christophe Honoré) = Un altro maestro del cinema transalpino, alle prese con una frizzante storia che viaggia nel tempo tra gli sguardi di un cast in cui troviamo Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Ludivine Sagnier e Louis Garrel. Profumo di gloria.6) The Oregonian (di Calvin Lee Reeder) = Horror psicologico americano, intriso di suspence, silenzi, personaggi surreali, suggestioni lynchiane e inquietudini striscianti. Pur con tutta la diffidenza del caso nei confronti dell'asfittico cinema di genere statunitense, proviamo a fidarci.7) Intruders (di Juan Carlos Fresnadillo) = Fantasmi, traumi sepolti, memorie da incubo. Clive Owen in un horror la cui trama pare non entusiasmare per originalità. Ma al sottoscritto il lavoro precedente di Fresnadillo, 28 settimane dopo, era piaciuto assai, per cui fiducia anche a lui.8) Ghosted & Attack The Block = Doppio titolo a rappresentare il sempre interessante e valido concorso lungometraggi (tanto per dire, l'anno scorso vinse Winter's Bone). Due pellicole molto diverse tra loro (un teso prison movie e un curioso fantahorror urbano) ma accomunate dalla provenienza inglese. E siccome la scuola britannica in questi tempi è in gran forma, abbiamo buone speranze.9) Le pont des arts (di Eugène Green)= Un'altra brillante idea del TFF targato 2011, all'interno della sezione Onde come sempre curata con invidiabile capacità dal bravissimo Massimo Causo, è l'omaggio a Green, autore francese raffinato, rigoroso, e molto poco conosciuto dal pubblico italiano. Un'altra bella occasione per scoprire suggestioni nuove e affascinanti.10) Le Havre (di Aki Kaurismaki) = E qui, tra mille lodi, dobbiamo mettere sul piatto l'unica critica nei confronti dell'organizzazione: splendida la scelta di conferire il Gran Premio Torino a Kaurismaki, genio monumentale e inarrivabile, ma perché ospitarlo e proporre il suo ultimo capolavoro proprio nel primissimo giorno del festival, quando molti accreditati (come il sottoscritto) non saranno ancora arrivati a Torino, e saranno dunque impossibilitati a vederlo e applaudirlo? Davvero un peccato. E un brutto errore di programmazione. Ma il film, va da sé, è imperdibile. Per fortuna negli stessi giorni uscirà anche nelle sale.A tutto ciò ci sarebbero da aggiungere, tanto per gradire, la mega-retrospettiva dedicata a Robert Altman, le anteprime nazionali di The Descendants (con George Clooney) e Albert Nobbs (con Glenn Close), il thriller claustrofobico Wrecked (con Adrien Brody), il cinefilo Dernière Séance di Laurent Achard, il Woody Allen di Midnight in Paris, la sezione Figli e Amanti in cui si rivedranno capolavori di Pasolini, Peckinpah e Tavernier, e notizia dell'ultima ora, anche l'anteprima di Twixt, ritorno all'horror gotico di Francis Ford Coppola. Infine, per i masochisti, ci sarà pure Mientras Duermes, nuova fatica del sopravvalutatissimo Balaguerò.Insomma, un programma delizioso, da gustare a pieni polmoni. Appuntamento su Cinemystic nei prossimi giorni, per un nutrito reportage in diretta da Torino. Intanto, se volete, cliccando qui potete rileggere le mie cronache festivaliere delle scorse annate, dal TFF e non solo.Buio in sala.

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