lunedì 14 novembre 2011

SUGGESTIONI LETTERARIE

AISLINN - IL PORTATORE DI TENEBRA
Postato alle agosto 22, 2011 12:52 di lunedì, 22 agosto 2011
da: [cinemystic]

SUGGESTIONI LETTERARIE

AISLINN - IL PORTATORE DI TENEBRA

il portatore di tenebraAislinn, novarese, classe 1982, è una scrittrice vera. Lo è perché ama davvero la scrittura, e ogni giorno, con impegno, tenacia e costanza, si impegna per migliorare. I risultati le danno ragione, e una strada ricca di soddisfazioni si prepara a concretizzarsi davanti ai suoi occhi.

Prima ancora di compiere i trenta anni, peraltro, Aislinn ha già ottenuto riscontri di tutto rispetto grazie a Il Portatore di Tenebra, saga di chiara matrice fantasy i cui tre episodi dedicati al primo tomo, La guerra della falce, sono stati pubblicati dalla casa editrice Edigio'. Numerose sono state le testimonianze di apprezzamento, tanto che l'autrice è comparsa anche sulle pagine di Vogue Italia, in un servizio dedicato alle nuove dark ladies della narrativa italica.

Ora, in tutta onestà, il sottoscritto non ama granché il fantasy, genere spesso troppo lontano dalla realtà materiale di cose e persone per riuscire a coinvolgere ed emozionare (parere soggettivo), e al contempo è convinto di come sia relativamente facile farsi notare grazie al suddetto genere, in quanto tema alla moda nel mondo editoriale.
Ma attenzione, non è tutto così semplice: anche il fantasy bisogna saperlo scrivere. In caso contrario ci troveremmo di fronte a un'accozzaglia di luoghi comuni in bilico sulla fune del ridicolo, evento che accade abbastanza spesso.

Non è il caso di Aislinn, la quale invece dimostra senza dubbio notevole abilità. Nei tre libri, dedicati alla battaglia per il dominio delle Terre Prime, nella quale si fronteggiano re Denor e il principe Andre, il Bianco Stregone Tharandyr e il Portatore di Tenebra Vikranor, la scrittrice dimostra di possedere apprezzabili doti d'invenzione visiva, tanto da costruire, tassello per tassello, un mondo alternativo, vasto ma anche intimo, governato da timori, invidie, passione e dolore. Il tutto, a corollario di una narrazione che non si perde mai per strada, mantenendo invariata una solidità d'intenti accompagnata da un cospicuo sforzo di creazione, e da un respiro epico molto affascinante.

stirpe angelicaParlando invece dello stile, appare evidente come l'inizio della saga si configuri quale opera giovanile, con difetti abbastanza evidenti: il reiterato uso di puntini di sospensione e avverbi che appesantiscono le frasi, la presenza di alcune ripetizioni, la punteggiatura non sempre adeguata.
Come detto, però, l'autrice lavora con tenacia per arricchire la sua prosa, e lo stile va a migliorare testo dopo testo, facendosi adulto ed eliminando le scorie del debutto. A conferma del concetto, mi piace ad esempio segnalare gli interessanti racconti brevi In Time of Need, aperto dalla citazione di una splendida canzone dei Within Temptation e incluso nella raccolta Stirpe Angelica, pubblicata da Edizioni della Sera, e Il pupazzo di neve, contenuto nell'antologia realizzata a scopo benefico 365 storie cattive.

Aislinn legge tantissimo, scrive sull'onda di una passione febbrile e genuina, cresce come persona e come donna; in parallelo si sviluppa e fortifica il suo talento, ormai pronto per scavalcare i confini delle Terre Prime e volare verso nuovi mondi popolati di oscurità e speranza.


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SANGUE E FANGO
Postato alle luglio 21, 2011 14:39 di giovedì, 21 luglio 2011
da: [cinemystic]

SUGGESTIONI LETTERARIE

- SANGUE E FANGO -


sangue e fangoUna vita normale. Troppo normale. Un'esistenza placida. Troppo placida. Un sentiero soffice. Troppo soffice. E poi, all'improvviso, una telefonata, un appuntamento, un uomo misterioso che stravolge la tua esistenza, buttando a mare ogni certezza acquisita, rivoltando ogni connivenza sociale, sputando con disgusto la banalità di un presente che si dissolve nel marciume. Cambiamento. Rivoluzione. Trasmutazione. Alex incontra Asso, quasi per caso: da quel momento niente sarà più come prima.

In poche parole, questa la sintesi di Sangue e Fango, romanzo appena pubblicato dalla neonata Asso Edizioni, e scritto da Alessandro Vigliani, classe 1981, già autore, tra le altre cose, del fortunato Virus (Pulp Edizioni, 2009). È un libro scomodo, ingombrante, che stordisce e ferisce, provoca e colpisce. Un testo ribelle, nel quale si vomitano i miasmi di una letteratura che affonda le radici nel pulp e poi muta, diventa altro, perde identità e si ricostruire, annienta le consuetudini linguistiche e azzanna la gola del lettore, ammorbandolo con i germi di una storia estrema e affascinante.

Alex e Asso, Asso e Alex, Angeli e Diavoli che si incontrano e si odiano ma anche si amano, tra i miasmi di un bizzarro legame coniato sui liquami della sporcizia fisica e morale.

Alex è un autista, un uomo che legge le riviste di scienza e ha una vita ordinata e puntale, uguale a tante altre. Asso è un mezzo delinquente e un pilota di primo livello, che si diletta in terribili gare automobilistiche in cui ogni volta corre incontro alla morte salvo poi schivarla all'ultimo istante. Quando Asso sale per la prima volta sulla macchina di Alex, quest'ultimo non sa che il suo bagaglio terreno sta per essere ucciso e disintegrato, in un progressivo disfacimento fisico e psicologico nel quale non ci sono né martiri né eroi, ma soltanto uomini che baciano la morte per cercare la vita. E viceversa. Intorno a loro il mondo contemporaneo, alienato e povero, triste e sonnolento, ridicolo e pietoso. Dentro di loro, invece, motori e fumo, cicatrici e sangue rappreso, rabbia e muffa, trucco slabbrato e conati di malinconia, calze bucate e anime allo sbando.

Protesta, derisione, catarsi, abissi di coscienza, putridume irrespirabile, caduta e resurrezione: tra Palahniuk e Kerouac, fino al Crash di Ballard e Cronenberg, Sangue e Fango schiva ogni deriva consolatoria, attacca duro, scava con unghie nere e mani disfatte, e tocca il fondo.

Il lavoro di Vigliani esibisce un notevole talento stilistico, e non lascia indifferenti: merita dunque tutta l'attenzione possibile.


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OLTRE LA VENDETTA - IL CINEMA DI PARK CHAN-WOOK
Postato alle giugno 15, 2011 15:31 di mercoledì, 15 giugno 2011
da: [cinemystic]

SUGGESTIONI LETTERARIE

- OLTRE LA VENDETTA -


Park Chan-wook, insieme a Kim Ki-duk, è il regista che più ha contribuito negli ultimi anni al definitivo sdoganamento del cinema coreano nel mondo. Parliamo infatti di una scuola che, anche a causa di storture politiche ed economiche, era sempre rimasta per la quasi totalità ancorata a una realtà autoctona, e incapace di uscire dai confini nazionali. Grazie ai due registi sopracitati, anche la Corea si è finalmente imposta agli occhi cinefili a livello internazionale, cavalcando un interesse sempre crescente impreziosito dai numerosi riconoscimenti ottenuti nei più importanti festival del globo.

OLTRE LA VENDETTANello specifico, il nome di Park Chan-wook si lega indissolubilmente alla cosiddetta “trilogia della vendetta”, formata da Sympathy for Mr. Vengeance, Oldboy e Lady Vendetta, ma la sua è in realtà una carriera multiforme, e spinta dal desiderio di affrancarsi da una catalogazione spesso troppo semplicistica e affrettata. Se infatti Park, sin dai tempi in cui un Quentin Tarantino traboccante di entusiasmo premiò Oldboy a Cannes, è visto dai più come uomo dedito a un tipo di cinema “semplicemente” radicale, violento e barocco, profonde e diversificate sono invece le significazioni immerse nella sua poetica.

A tale scopo, per confutare alcune teorie analitiche assai semplicistiche, e al contempo riepilogare con la dovuta attenzione l'intero corpus filmico del coreano, Michelangelo Pasini ha scritto un notevole saggio edito da Il Foglio Letterario, pubblicato nel 2011, e intitolato Oltre la vendetta; un titolo programmatico, sviluppato partendo dagli esordi con The Moon is the Sun's Dream e Trio, entrambi flop al botteghino, per proseguire con Joint Security Area, primo grande successo di Park al box-office, giungere poi alla fantomatica trilogia, andare avanti con il successivo e straniante I'm a Cyborg but that's Ok (mai uscito in Italia), e concludere con il vampirico Thirst, vera e propria summa di un cinema poliedrico, sofferto, rarefatto, e portavoce di uno sguardo mai banale sulle contraddizioni dell'anima. A fare da corollario, alcune indispensabili considerazioni riguardanti la storia del cinema coreano, e parentesi incentrate sui lavori minori del regista, tra cui ci piace ricordare il visionario Cut, episodio del film collettivo Three Extremes.

Il testo di Pasini (studioso, insegnante e cofondatore della cooperativa Sunset Studio) è fluido, scorrevole, e per fortuna rifugge quella critica ermetica e autoreferenziale che il sottoscritto mal digerisce; una scrittura piacevole e attenta, che prende posizione su diversi aspetti dell'opera di Park portando avanti con convinzione le proprie tesi.

Ne esce fuori così un libro completo, e assai utile per scendere in profondità nell'ideologia di uno dei migliori cineasti orientali contemporanei.


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ANIME TAGLIATE
Postato alle giugno 09, 2011 12:46 di giovedì, 09 giugno 2011
da: [cinemystic]

SUGGESTIONI LETTERARIE

- ANIME TAGLIATE -

Seconda puntata della nuova rubrica di Cinemystic dedicata alla narrativa.

Premessa: volete un libro facile, docile, sicuro? Desiderate una lettura compiaciuta, placida, rassicurante? Bene, allora lasciate da parte Anime Tagliate, scritto da Francesco Scardone, e pubblicato a febbraio 2011 da Ciesse Edizioni; mettetelo via, e dedicatevi ad altro. Qui non c'è spazio per il calore emotivo, l'empatia strutturale, la connivenza tra autore e lettore: nelle 180 pagine che compongono l'opera in questione, al contrario, si soffre e si urla di dolore, dall'inizio alla fine.

Anime Tagliate è la storia di un transessuale, sadico e crudele, simbolo di un'afflizione che travalica i confini della soggettività per farsi universale messaggio di condanna e solitudine. Un uomo che vorrebbe essere donna, e che in fondo è tutto e niente. Un individuo escluso dagli affetti e dalle consuetudini di plastica tanto care alla civiltà contemporanea, ramingo un po' per scelta e un po' per necessità, scavato dai ricordi di un triste passato e perduto nella nebbia di un presente oscuro come una notte senza stelle.

Anime TagliateIl protagonista, senza nome, utilizza l'autopunizione corporale come estremo gesto di catarsi e purificazione. Fa del male a se stesso, e al contempo profonde dolore agli altri, come atto di rifiuto e vendetta, beffa e conquista. Tra un gesto estremo e l'altro, si interroga sul marciume che ricopre il velo sotto il quale brulica il mondo che lo circonda, e riporta alla luce le tristi memorie di una vita tagliuzzata dalla sofferenza. Nello stesso tempo, riflette su quel Dio che probabilmente non esiste, immagina un futuro che forse mai avrà, e studia con fare disgustato e morboso quanto di sporco dimora negli individui che lo circondano. A fare da corollario il sesso, strumento lisergico grazie al quale innalzare al cielo una bieca e miasmatica invettiva senza fine, e un'amica emarginata e obesa, unica possibile latrice di conforto per la “diversità” che li accomuna.

Pezzi di vetro inseriti nell'ano. Organi sessuali ridotti a brandelli. Sangue che scorre e sudiciume rappreso. Malessere esistenziale e atavica solitudine. Abbandono totale e disperazione senza tempo. Tra i modelli di riferimento dello scrittore troviamo Dostoevskij, Kerouac, Fellini, Bergman, e soprattutto il cinema di Lars Von Trier: non è difficile rendersene conto. Come in tanti lavori dell'amato/odiato regista danese, la poetica di Scardone (classe 1989) è infatti informale, schietta, roboante, rabbiosa, antipatica, radicale: non ha pietà, e nemmeno ne vuole. Si nutre di un lirismo iperbolico, e lo sputa fuori con coraggio. Narra una storia di puro orrore ideologico, e lo fa con il coltello tra i denti, sfidando il lettore. Vive attraverso un'irrefrenabile urgenza di raccontare, non importa come. Ne esce fuori un libro imperfetto, non privo di errori e difetti stilistici, ma anche forte, stordente, a suo modo utile. Un opprimente calvario, da cui, forse, riemergere più puliti.

Considerando la giovane età, e le indubbie capacità, l'autore può davvero sperare in un brillante futuro. Ci auguriamo che il suo talento non vada perso.




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GOTHAM POLAROID
Postato alle maggio 30, 2011 10:21 di lunedì, 30 maggio 2011
da: [cinemystic]

SUGGESTIONI LETTERARIE

- GOTHAM POLAROID -


A oltre tre anni dalla sua nascita, Cinemystic allarga i confini. Da oggi, oltre alle consuete recensioni, e ai reportage dai festival, ci occuperemo anche, di tanto in tanto, di libri. Presenteremo e analizzeremo alcuni testi narrativi o saggistici, scelti non a caso, ma sempre con una qualche attinenza con il mondo cinematografico, vuoi per il background dei rispettivi autori, vuoi per gli argomenti trattati o lo stile di scrittura utilizzato.

Inauguriamo dunque la rubrica letteraria, e lo facciamo con Gotham Polaroid, concept book scritto da Francesco Cortonesi, pubblicato da Lupo Edizioni per la collana Coolibrì, e reperibile da poche settimane sul mercato.

L'aretino Cortonesi non è affatto estraneo all'ambiente cinefilo. Tutt'altro. Insegnante e sceneggiatore, è infatti tra i fondatori della filmhorror.com, uno dei principali portali di riferimento per quanto concerne il cinema di genere. Ha inoltre pubblicato racconti inseriti in antologie collettive, e ha scritto diversi cortometraggi, assai apprezzati nel circuito indipendente.

In Gotham Polargotham polaroidoid, l'autore mette insieme una raccolta composta di tante piccole storie, inserite all'interno di una cornice univoca, incasellata in una città immaginaria che vive e pulsa attraverso i cuori dei suoi abitanti. Un micromondo che si muove, nasce, spera, soffre e muore, narrandoci le sue storie tramite la voce di Charlie, dj notturno che raccoglie le testimonianze degli ascoltatori per poi tramutarle in tanti segmenti accorpabili in un unico ensemble.

Abbiamo dunque a che fare con un libro che si può leggere dall'inizio alla fine, come da consuetudine, ma anche senza un ordine ben preciso, perfino aprendolo a caso per poi volgere lo sguardo avanti e indietro, seguendo la voglia del momento. Ogni pagina è una tessera del puzzle, e la narrazione procede seguendo linee guide pronte a fondersi, nascondersi e ricomparire in ogni istante: una ragazza con un vestito a fiori trovata morta sulla spiaggia, un poliziotto in pensione, un uomo abbandonato dalla moglie, un killer che sogna scarafaggi. Figure interscambiabili, attraverso le quali possiamo nuotare tra le ombre di Gotham: una Twin Peaks postmoderna e colma di misteri, una città che guarda, cammina, ama, tradisce, respira, sogna e uccide, protetta da un leggendario uomo-pipistrello che in realtà nessuno ha mai visto.

La scrittura di Cortonesi è schietta, grezza, veloce, informale, minimalista, imbevuta di cultura pulp. Nelle sue pieghe si annidano il poliziesco, l'horror, l'esistenzialismo, e ogni capitolo è introdotto da una citazione letteraria, musicale o cinematografica. Dai Pearl Jam a Oscar Wilde, da Clive Barker a Dylan Thomas, da Guy de Maupassant a George Romero: parole, pensieri, azioni, emozioni avvolte in un manto oscuro e ipnotico. La lettura è piacevole, intrigante, e il progetto, davvero originale, è sviluppato con apprezzabile solidità d'intenti.

Una pubblicazione notevole, capace di tirarsi fuori dal mare magnum di libri che purtroppo infestano il mondo editoriale nostrano, impestato da pseudo scrittori e mancante di lettori, e sempre più ammorbato da opere inutili e saccenti. Un gioiellino prezioso, che speriamo possa ritagliarsi un piccolo ma importante spazio.

Sangue, sirene, colori, sabbia, musica, pistole, baci, ferite, morte e vita: questa è Gotham, un luogo in cui “il tempo si fa dolce come un bacio dato sull'orlo della notte”, ma dove, al contempo, “le ambulanze strillano più forte quando portano i morti ammazzati”.

A questo link un'interessante videointervista all'autore.


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