lunedì 14 novembre 2011

STUDENT SERVICES - recensione

STUDENT SERVICES - recensione
Postato alle agosto 26, 2011 12:09 di venerdì, 26 agosto 2011
da: [cinemystic]

student services filmLa vita costa, di questi tempi. Per tutti. Figuriamoci per una ragazza di 19 anni, che studia all'università, fuori sede, e non avendo grandi mezzi economici a disposizione da parte dei genitori, deve trovare il modo di pagarsi da sola le spese. C'è l'affitto e il cibo. Ci sono le bollette, i libri, i vestiti. Tante cose. Troppe. Come fare? Laura ci prova, trova un lavoro part-time in un call center, ma non basta. Urge trovare una soluzione.

Una sera la ragazza naviga su Internet, cerca tra gli annunci, in preda allo sconforto apre una pagina dedicata alle inserzioni vietate ai minori; a quel punto trova la richiesta di un uomo che propone di pagare cento euro l'ora una giovane compagna che accetti di intrattenersi con lui, dandogli in cambio un po' di affetto, e qualche carezza. Laura stringe i denti, lo contatta, va all'appuntamento, si spoglia davanti a lui, prova vergogna e disgusto, promette a se stessa che non ci sarà una seconda volta. Ma il proposito svanisce come una bolla di sapone. Laura inizia a prostituirsi, a vendersi, pur continuando a ripetere a se stessa di non essere una puttana. Vorrebbe smetterla, ma le banconote che può stringere tra le mani hanno un valore altissimo, irrinunciabile, catartico.

Nessuno la comprende, Laura è sola tra le fauci dell'abominio, le necessità materiali le raschiano la gola senza sosta. Trova un ragazzo disposto a volerle bene accettando il suo inconsueto secondo lavoro, ma è un rapporto destinato a crollare in breve tempo, perché fondato su basi non solide. Restano i soldi, gli esami da completare, gli uomini e le loro perversioni. La spirale aumenta di velocità, sino a scoprire gli inevitabili pericoli nascosti tra le sue piaghe.

Mes chères études (Student Services per la distribuzione internazionale) esce oggi nei cinema italiani, pur con distribuzione limitata. È stato vietato ai minori di 18 anni, ennesima conferma dello squallido e deprimente bigottismo retrogrado in cui ancora affonda questo povero paese alla deriva. Scritto e diretto da Emmanuelle Bercot, e tratto dal romanzo autobiografico di Laura D., è stato realizzato per la televisione francese (qui invece abbiamo le simpatiche e rassicuranti fiction per famiglie).
In patria ha fatto scalpore per la tematica scottante che lo accompagna, dando il via ad approndite ricerche dopo le quali ci si è resi conto che la prostituzione giovanile e studentesca è un fenomeno molto più diffuso di quanto si potesse credere. In Francia, come in tutto il resto d'Europa, soprattutto nelle metropoli.

La Bercot accetta la sfida, e prova a portare sullo schermo le complesse significazioni della vicenda, affidandosi al corpo e allo sguardo di Deborah François: il risultato convince solo in parte.

deborah françois student services

Programmatico fin dalle prime sequenze (nell'inquadratura iniziale vediamo Laura nuda nella vasca da bagno, nell'atto di lavarsi la vagina), Student Services è un treno a media velocità, che mantiene la velocità di crociera salvo poi frenare con toni bruschi nelle stazioni del dolore. La narrazione procede per ellissi fin troppo marcate, e i momenti più cruenti sono lasciati fuori campo, oppure scartati.
Al di là dell'ovvio e utile fine pedagogico, a livello stilistisco ne esce così un ritratto incompleto, nel quale il lugubre percorso di formazione della protagonista trova derive consolatorie non così vicine alla realtà del quotidiano.

Perlomeno, comunque, il film non ha paura di porre in scena l'ambiguità morale di Laura, umiliata dalla qualifica di donna oggetto, ma anche incapace di resistere alle tentazioni superflue: una giacca elegante, un computer nuovo, una borsetta di marca.
Laura è una ragazzina diventata adulta troppo in fretta, una preda dell'assenza di uno stato sociale adeguato, uno strumento di sfogo sessuale, un istante di contatto in un mondo di buie solitudini. Ma è anche e soprattutto una persona comune, non immune al vizio e non così vicina alla virtù. In apparenza scaltra e irresistibile come la Nanà di Zola, in realtà vittima (anche) di se stessa.

deborah françois student servicesAncora una volta,
Déborah François è splendida. Dopo le magnifiche interpretazioni in L'enfant e La voltapagine, da tempo il sottoscritto è convinto che lei sia la numero uno tra le attrici emergenti del cinema francese. Assioma confermato dalla bella prova sostenuta nel lavoro della Bercot, in cui, in un ruolo problematico, riesce con notevole efficacia a mettere sul piatto le sue capacità, vagando spesso nuda per la scena come Emmanuelle Béart in La Belle Noiseuse di Rivette; una Venere che soffre e sogna, senza mai scivolare nell'autocompiacimento. All'estremo opposto rispetto alla stessa Béart (la sensualità carnale contro l'angelica innocenza), ne è al contempo l'unica possibile erede.


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