lunedì 14 novembre 2011

OFFSPRING - recensione

OFFSPRING - recensione
Postato alle luglio 08, 2011 12:31 di venerdì, 08 luglio 2011
da: [cinemystic]

offspring film posterJack Ketchum è senza dubbio uno degli autori di punta nel panorama letterario di genere americano. Tra gli scrittori in attività, ben pochi hanno la capacità di costruire storie così ambigue, scioccanti, radicali e appassionanti, tanto che nelle ultime 2-3 decadi le sue opere hanno scatenato gli entusiasmi, oltre che dei lettori, anche di “colleghi” assai rinomati, come Stephen King.
Il cinema negli anni recenti si è accorto delle potenzialità espressive di questi racconti ferali, e in poco tempo sono stati realizzati ben cinque film tratti dai suoi lavori: il devastante The Girl Next Door (una delle pochissime pellicole che negli ultimi lustri ha saputo realmente sconvolgere il sottoscritto), il controverso The Lost (visto al Ravenna Nightmare Festival), Red, Offspring e il nuovissimo The Woman, diretto da Lucky McKee.

Offspring, scritto dallo stesso Ketchum, diretto da Andrew van den Houten, uscito nel 2009 direttamente in home video, e tratto da un romanzo pubblicato nel 1991, tratta di una banda di cannibali che si aggira lungo le coste del Maine. Si tratta degli ultimi sopravvissuti di una grande “famiglia” che da molto tempo si sposta in lungo e in largo terrorizzando gli abitanti delle zone coinvolte, una tribù dedita alla violenza, all'omicidio, all'incesto, e ovviamente all'antropofagia come fonte di nutrimento.
Isolati dalla società, e capaci di comunicare soltanto con un linguaggio autonomo, i selvaggi decidono ora di assediare la casa in cui risiede una coppia di civili, con l'obiettivo di rapire il loro bambino appena nato, per crescerlo e assicurare così la sopravvivenza della “specie”. Anche alcuni amici della coppia finiscono loro malgrado a essere coinvolti nella spirale di terrore, mentre un ex-detective del luogo si getta alla caccia degli assassini.

Offspring film

Quando ha preso la decisione di scrivere la sceneggiatura del film, Ketchum non ha forse considerato con la dovuta attenzione quanto il linguaggio cinematografico sia differente rispetto a quello letterario. I suoi personaggi, così solidi dal punto di vista narrativo nelle pagine del testo, perdono mordente nell'approdo sul grande schermo: la famiglia cannibalica è dipinta come una banda di abominevoli trogloditi, mancando di una caratterizzazione psicologica che sarebbe stata ben accetta e altresì necessaria. La storia procede a comparti stagni, in modo elementare, non aiutata dalla regia (troppo) grezza di van den Houten, e dall'interpretazione amatoriale di quasi tutto il cast, con l'eccezione della brava Pollyanna McIntosh.

L'ambientazione costiera può riportare alla mente qualche suggestione derivata dal peraltro sopravvalutato Antropophagus di Joe D'Amato, mentre, tra morsi letali, bambini deprimenti e parrucconi vintage, l'orrore scivola spesso nella grottesca ironia, tanto da far nascere qualche punto di contatto con gloriosi (??) cult come il pessimo Cannibal Women in the Avocado Jungle of Death. Il rischio del ridicolo troneggia in ogni istante, e lo sviluppo della trama non offre particolari sussulti.

Offspring film

A conti fatti parrebbe un disastro, e infatti in parte lo è. Nell'approssimazione generale, però, Offspring riesce anche, almeno a tratti, a creare un'atmosfera morbosa, oscura e malata, anche grazie ad alcune sequenze gore brutali ed efficaci, che permeano il film di un manto lievemente disturbante.
Certo, con una maggiore cura dell'insieme, e uno script più esteso e approfondito, il risultato finale sarebbe potuto essere di ben altra risma.


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