lunedì 14 novembre 2011

HOBO WITH A SHOTGUN - recensione

HOBO WITH A SHOTGUN - recensione
Postato alle settembre 27, 2011 14:16 di martedì, 27 settembre 2011
da: [cinemystic]

hobo with a shotgun posterQuando l'allievo supera i maestri. Hobo with a Shotgun, tratto da uno dei fake trailer di Grindhouse, è molto meglio di Machete e Death Proof, ed è anche superiore al (buon) Planet Terror. Il canadese Jason Eisener, già autore di interessanti cortometraggi e regista del suddetto finto trailer, al debutto sulla lunga distanza, ha seguito l'esempio dei mentori Tarantino e Rodriguez, riuscendo nell'impresa di scavalcarli.

Hobo è stato presentato in anteprima al Sundance 2011, è uscito nelle sale in Canada e negli States, poi in Dvd nel mese di luglio. Ora sta transitando in alcuni festival di genere europei. In Italia, ça va sans dire, è inedito, e con ogni probabilità tale resterà. Ma fatevi un favore: procuratevelo.

Siamo negli anni Ottanta. Un senzatetto viaggia a scrocco sui treni, transitando da un luogo all'altro. Un giorno giunge in un'orrenda cittadina degradata, in mano alla criminalità, dove la violenza prolifera giorno dopo giorno, senza alcun intervento da parte della polizia corrotta. L'uomo assiste a scempiaggini di ogni tipo, e prende a cuore il destino di una giovane prostituta, che in cambio gli offre un giaciglio per la notte. Durante una rapina, il vagabondo decide di capovolgere la situazione: imbraccia un fucile, e colmo di rabbia uccide i delinquenti di turno. Da quel momento, il novello Paladino della giustizia intraprende una guerra solitaria per contrastare l'oscenità imperante: spara contro chiunque si renda colpevole di atti criminali, ed elimina gli adepti del folle Drake, vero e proprio Re della città, il quale non tarderà a cercare vendetta.

hobo with a shotgun

Hobo with a Shotgun è un delirante viaggio nella sporcizia fisica e mentale che ingloba l'America degli anni Ottanta (ma potrebbe benissimo essere anche quella attuale). Una società allo sfacelo, nella quale l'iperviolenza deflagra in ogni istante calpestando i diritti umani e divorando qualsiasi barlume di civiltà.
Ci troviamo immersi in un sottoproletariato urbano svilente e miasmatico, stilizzato sino a toccare e superare il parossismo, in un'agonizzante corsa verso vette di squallore metropolitano sconfortanti e allucinogene. Una cornice che riporta alla mente le sublimi nefandezze di Street Trash (Horror in Bowery Street, di Jim Muro), e perfino i recenti Dance of the Dead di Hooper e L.A. Zombie di Bruce LaBruce.
Uno scenario apocalittico che fa da corollario a una rappresentazione filmica giocoforza impostata sulla radicalizzazione dell'evento, spinta sempre oltre i limiti, in un coacervo di smembramenti, decapitazioni, fontane di sangue e spruzzi di emoglobina che ricoprono, idealmente e non solo, l'intero schermo.
Non siamo lontani dall'estremismo visivo di tanto cinema nipponico contemporaneo, da Tokyo Gore Police di Nishimura all'Ichi The Killer miikiano, e assistiamo alla totentanz sentendo il respiro di quell'epoca d'oro in cui si scambiavano le videocassette con gli appassionati, alla ricerca dell'underground nudo e crudo.

Hobo è un doveroso, puro e genuino omaggio all'exploitation, al concetto di B-Movie, al cinema di genere nella sua veste più ludica. Un ossequio per fortuna scevro da qualsiasi deriva commerciale, e invece spinto da intenti concreti e cosparsi di sincero affetto.
Ecco, allora, la fotografia iperrealista in Technicolor, gli effetti speciali che rifiutano con orgoglio l'imperante digitale (che bellezza...), le citazioni più o meno evidenti, il senso ultimo di un lavoro filmico anarchico e politicamente scorretto che non lascia scampo a nessuno (tanto per fare un esempio, una scolaresca finisce carbonizzata all'interno di un pullman dato alle fiamme).

hobo with a shotgun

Eisener rischia, sfuggendo ogni deriva consolatoria, e scatena il suo meccanismo perfetto offrendogli il corpo e l'anima di Rutger Hauer, capace di perdersi nei boschi del biellese durante le riprese del Dracula in 3D (poveri noi) ma ancora in grado di offrire interpretazioni intense e credibili, accompagnate dal carisma e dall'esperienza, nonché da un impegno vero ed evidente. Accanto a lui, la brava e sensuale Molly Dunsworth. Nel lato opposto della barricata, un manipolo di cattivi pronti a recitare sempre sopra le righe.

Hobo gioca, spara, lotta, squarta, cade, si rialza. È un Cavaliere del Bene nel regno dell'afflizione. Un Painkiller impavido e feroce. Un Messia della Rivoluzione, alle prese con donzelle seminude che ballano su fontane di sangue, teste e arti spappolati, mazze da baseball ricoperte di rasoi, stupri e cacce all'uomo, cyborg all'apparenza indistruttibili e torture assortite. La sarabanda non dà respiro, l'orgia affastella tessere di brutalità, il blood feast non conosce soste, sino a un finale tirato via un po' troppo in fretta.

Eppure, nonostante i palesi intenti appena evidenziati, il gioiellino firmato Eisener non punta soltanto alla gazzarra. C'è di più.
Soprattutto nella prima parte, infatti, l'autore riesce anche a porre sul piatto temi importanti e dolorosi, legati alla povertà dei senzatetto, alla loro solitudine atavica, ai loro piccoli sogni impossibili da realizzare, all'egoismo di chi li cataloga come feccia senza nemmeno pensare a dar loro un aiuto. Ci riesce con mirabile sensibilità, attraverso semplici e intense sequenze che risultano perfino strazianti e commoventi. Un'operazione complessa, riuscita negli ultimi anni solo all'altrettanto strepitoso Bubba Ho-Tep di Coscarelli.

hobo with a shotgun

Così il mondo gira, impazzito: c'è un barbone che non dorme su un letto vero da chissà quanto tempo e vorrebbe comprarsi un tosaerba per mettere su una piccola attività; c'è una ragazza che potrebbe fare l'insegnante ma si ritrova a vendere il suo corpo per sopravvivere; ci sono i desideri infranti e la rassegnazione, le vessazioni e l'improvvisa voglia di reagire. Tutt'intorno, il Caos trionfa e gode senza ritegno.
Forse, però, c'è ancora una lieve speranza, per provare a salvare ciò che resta dell'umanità. Con un fucile.


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